Packaging sostenibile, driver di scelta del prodotto alimentare

Published: 01/06/2022

La sostenibilità alimentare va di pari passo con quella ambientale, oggi priorità strategica di Istituzioni e Governi, e sempre di più, scelta di vita dei cittadini. 

L’89% degli italiani adotta quotidianamente scelte sostenibili e per l’84% la sostenibilità passa dalle scelte di acquisto alimentari. Scelte sempre più guidate da un packaging sostenibile per il 28% degli italiani.

Sono questi i dati di sintesi dell’Osservatorio Packaging del Largo Consumo di Nomisma, presentati lo scorso aprile in occasione della manifestazione Marca a Bologna, un’interessante ricerca che indaga quali aspetti decisivi sono alla base della scelta di un prodotto alimentare.

Davanti allo scaffale

Quale azienda che opera nel Food, che sia produttore di alimenti o di imballaggi e sistemi confezionamento, non vorrebbe entrare nella testa di un consumatore davanti allo scaffale in quella manciata di secondi che servono per la scelta di acquisto?

Ebbene, la ricerca Nomisma rileva che oltre un terzo degli italiani, il 34%, indica la sostenibilità ambientale tra i principali driver di scelta di un prodotto alimentare e il 28% sceglie anche in base alla sostenibilità del packaging.

Un prodotto è considerato sostenibile se realizzato tramite un utilizzo responsabile delle risorse e con un basso impatto ambientale, che abbatte le emissioni di CO2 (70%), il consumo idrico (65%) ed energetico (63%). 

Ma gli alimenti sugli scaffali sono confezionati in imballaggi, che per la natura stessa della funzione si trasformano in rifiuto. Ecco perché la  sostenibilità alimentare dipende anche dal packaging, che contribuisce a definire un prodotto sostenibile quando è riciclabile (62%), realizzato con materiali sostenibili (59%), senza overpackaging (46%) e plastic free (41%).

Un algoritmo per misurare la sostenibilità di un packaging

Tecnologia e sostenibilità viaggiano da tempo nella stessa direzione e l’Algoritmo per misurare la sostenibilità di un packaging ne è la dimostrazione.

Messo a punto dalla Fondazione Carta Etica del Packaging ed elaborato insieme alle Linee Guida dalla Commissione Sostenibilità, l’Algoritmo rappresenta un unicum nel panorama degli strumenti che tracciano e misurano la sostenibilità.

È uno strumento rivolto a tutti gli stakeholder della filiera – produttori, fornitori e utilizzatori – per valutare l’impatto ambientale dell’imballaggio e indicare come migliorarne le performance.

È bene precisare che si tratta di uno strumento di orientamento che non sostituisce né approssima la più complessa e normata analisi LCA (Life Cycle Assessment).

Focalizzato sul packaging e non sull’azienda, l’Algoritmo, è stato concepito in modo da garantire un doppio vantaggio: a chi produce imballaggi dà l’opportunità di valutarne la sostenibilità fin dalla fase progettuale, sottoponendo all’esame anche semilavorati; a chi li utilizza, offre invece la possibilità di mettere a confronto prodotti diversi e maturare scelte sempre più consapevoli.

Attraverso una semplice procedura di raccolta e input online dei dati, l’Algoritmo fornisce come risultato principale un indice, il “rating di sostenibilità dell’imballaggio”, che fa riferimento all’impatto equivalente di CO2, in linea con i 17 SDGs di Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Accanto al rating, l’Algoritmo evidenzia i punti sui quali occorre intervenire per rendere l’imballaggio più sostenibile e ottenere quindi il miglioramento dell’indice, con l’ulteriore valore aggiunto di fare specifico riferimento alle norme del settore in cui l’azienda opera.

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